Il macellaio di zona fa dei rollè di pollo eccezionali.
Ho messo in una pentola di adeguata misura alcuni cucchiai d’olio evo e una manciatona di foglie di salvia fresche, ben lavate. Appena l’olio ha iniziato a sfrigolare ho rosolato il rollè da tutti i lati, poi ho sfumato con un generoso bicchiere di vino bianco, ho aggiunto tutti gli spicchi di una testa d’aglio, interi e non spellati, ho coperto e fatto cuocere a fuoco basso per una mezz’ora, girando una volta il rollè dopo 15 minuti.
Dopo mezz’ora ho salato e lasciato cuocere ancora un po’. Ho spento quando la temperatura interna era ben superiore i 60 gradi. Ho fatto raffreddare per bene il rollè, quindi l’ho tagliato a fette. Ho passato il sughino di cottura attraverso il colino cinese, pigiando bene con un cucchiaio per far uscire tutta la cremina d’aglio dagli spicchi.
Ho rimesso le fette nella pentola con il sughetto e ho lasciato insaporire fino al momento di riscaldare il tutto per portarlo a tavola. Ho accompagnato con pisellini primavera in umido con cipolla e guanciale.
La foto? Non c’è stato il tempo 🙂
Archive for the ‘Ricette’ Category
Arrosto di pollo in salsa d’aglio e salvia
venerdì, Novembre 9th, 2007World Bread Day – Pane pita
martedì, Ottobre 16th, 2007Ciumbia, avevo quasi dimenticato il WBD! Per fortuna avevo tenuto da parte questa ricettina, provata qualche tempo fa, ma non ancora pubblicata.
Non avevo ancora mai provato a cucinare il pane pita, quel pane che, in cottura, si gonfia e crea una tasca interna, ottima da farcire per esempio con del kebab. Che, tra l’altro, al kebab io non resisto MAI, tranne quando sono in crisi di astinenza da sushi.
La ricetta è stata postata su it.hobby.cucina da Glutine, il post originale si trova qui. Mi fa piacere che sia una ricetta proveniente dalle mie “maestre” preferite: Margherita e Valeria Simili mi hanno insegnato tantissimo, addirittura mi hanno fatto passare la fobia delle mani nell’impasto appiccicoso, cosa che nella panificazione avviene molto di frequente, no? 🙂
Ma ecco le dosi:
– 500g di farina 00
– 300g di acqua tiepida
– 20g di lievito di birra fresco
– 2 cucchiaini rasi di sale
Si scioglie in una ciotola capiente il lievito con parte dell’acqua, si aggiunge un po’ di farina, sbattendo l’impasto.
Poi si aggiunge il sale, la restante acqua e farina, alternate, sempre sbattendo.
Si rovescia l’impasto sulla tavola infarinata, lo si lavora ancora, sbatacchiandolo per bene, per una decina di minuti.
L’impasto, molto tenero, si divide in 8 parti, formando delle palline che si schiacciano ottenendo dei dischi di circa 12-15cm di diametro.
Si fanno riposare i dischi per circa 3/4 d’ora, dopodiche si infornano a 250 gradi per pochi minuti, circa 10.
Questi sono i dischi appena stesi, prima della lievitazione:
E questo è il pane dopo la cottura. Non si colora molto:
Grazie a Zorra (Kochtopf), per aver organizzato l’evento anche quest’anno!
Pepi e patate
martedì, Settembre 18th, 2007
Pepi e patate è un piatto calabrese che ho mangiato ormai tanti anni fa da parenti acquisiti.
Piuttosto semplice, si ottiene mettendo in una teglia patate a tocchi, peperoni gialli e rossi a strisce, cipolle (meglio se di tropea) a spicchi. Si condisce con abbondante olio, sale e si inforna a circa 200 gradi finché il tutto è ben rosolato.
Ottimo anche tiepido.
Coniglio e olive
venerdì, Settembre 14th, 2007
Ho scaldato dell’olio in un tegame largo e basso, con un paio di spicchi d’aglio, un rametto di rosmarino e una foglia di alloro (opzionale: poco peperoncino).
Appena l’aglio si è imbiondito ho aggiunto mezzo coniglio, fatto a pezzi, e ho fatto rosolare per bene.
Ho quindi sfumato con vino bianco, aggiunto sale e olive verdi a rondelle (ma ci stavano d’incanto delle taggiasche), ho incoperchiato e fatto cuocere a fuoco dolce per una mezz’ora, mescolando una volta ed aggiungendo al bisogno poca acqua calda.
Creme caramel
venerdì, Agosto 31st, 2007Ieri avevo la (ni)potina a cena e ho pensato di stuzzicarla con un bbq. Per dolce avevo in mente di fare il bonet piemontese ma all’ultimo momento ho notato di non avere gli amaretti. Damn it! Non c’era tempo per andare a comprarli, così ho ripiegato su una creme caramel.
Avevo già pronto in frigo il caramello, ma ne scrivo il procedimento in modo da rendere completa la ricetta. Si mettono 30g di zucchero in un pentolino dal fondo spesso e si fanno scaldare bene a fuoco alto. Quando lo zucchero è diventato liquido e scuro, si aggiunge con molta cautela (gli schizzi possono essere molto dolorosi) poca acqua. Si continua la cottura per pochi altri minuti, poi si fa raffreddare.
Ho sbattuto 2 uova intere e 4 tuorli con 120g di zucchero, poi ho aggiunto 1/2 litro di latte precedentemente scaldato con una stecca di vaniglia (va bene pure la vanillina, non siamo così puristi da queste parti).
Ho imburrato 6 stampini di alluminio e ho disposto sul fondo di ognuno un cucchiaio di caramello. Poi ho suddiviso la crema nei 6 stampini e ho cotto in forno per 40 minuti a 180 gradi (elettrico non ventilato).
La cottura va effettuata a bagnomaria. Si mettono gli stampini in una teglia da forno, si versa nella teglia dell’acqua (per 3/4 o più), si copre con un foglio di alluminio e si mette il tutto in forno. Io per praticità preferisco mettere la teglia, coperta già a metà con l’alluminio, nel forno e riempio solo allora con l’acqua usando una brocca.
Il risultato è stato da manuale, ma la (ni)potina non ha gradito la consistenza. Bimba difficile… ma meglio per noi che disponiamo di un bis di dolce per il pranzo di oggi 🙂
Crema di pomodoro
martedì, Luglio 24th, 2007Quest’anno i quesiti matematici non sono riferiti alle zucchine da smaltire, ma ai pomodori.
Le zucchine per fortuna sono soltanto 3 piante e la produzione è contenuta.
Per i pomodori invece siamo in emergenza: soltanto la metà delle piante ha iniziato la maturazione dei frutti, e già abbiamo seri problemi di utilizzo.
Per fortuna in cantina ho già pronti parecchi vasetti e bottiglie, per le conserve del caso.
Ieri sera invece mi sono esibita in una crema di pomodoro da leccare il fondo della tazza.
Nulla di particolarmente difficile ma è stata una piacevole scoperta.
Ho fatto un soffrittino con 1 spicchio d’aglio e qualche cucchiaiata d’olio. Ho aggiunto un solo pomodoro, ma da quasi 600g, spellato e privato della parte dura centrale, tagliato a fettine. Ho lasciato cuocere non più di 5 minuti, salando e aggiungendo foglie di basilico.
Ho poi frullato il tutto al minipimer, passato al colino cinese per eliminare gli ultimi semini e ho servito tiepido, in ciotoline, con qualche crostino di pane.
Polpette goduriose
giovedì, Luglio 19th, 2007Una premessa: in questo periodo ho scritto poco anche e soprattutto perché mi è mancato il tempo perfino di respirare. Fino a prima di partire per le vacanze ero stressatissima, molto nervosa, tesa a finire N lavori e lasciare tutto in ordine. Tutte queste ansie hanno ovviamente peggiorato la qualità della cucina, relegata a pura sopravvivenza. Mi scuso con quelli a cui non ho scritto, o a cui non ho risposto, o a cui non ho fatto auguri, o mandato sms o non so che altro. Adesso che sono tornata non è che mi stia grattando la pancia, ho ancora un sacco di lavoro ma il riposo -mentale soprattutto- di una settimana ha fatto il miracolo di riposizionare le giuste priorità nella mia testolina.
In partenza da quel posto meraviglioso quale è Solda, abbiamo fatto tappa alla beckerei, dove la sera prima avevamo prenotato una serie di pani speziati fantastici: un pane a cassetta con semi di girasole, scuro, un pane scurissimo senza semi e del pane piatto accoppiato, con semi di finocchio. Una parte di questo ultimo pane ha subìto un invecchiamento non programmato perché mi sono dimenticata di surgelarlo. Mi dispiaceva parecchio buttarlo e così ho improvvisato delle polpettine speziate.
Ho preso 300g di carne macinata mista (maiale/manzo), ho unito uno di questi pani ai semi di finocchio, precedentemente ammollato in acqua e ben strizzato, 1 uovo, sale, prezzemolo tritato (dalla dotazione in balcone), poco pangrattato e ho formato le polpettine.
In una pentola larga e bassa ho messo a scaldare burro e olio, ho sbriciolato delle foglie di salvia che avevo precedentemente raccolto dall’orto e messo a seccare, ho posizionato le polpettine e le ho rosolate per bene. Ho quindi sfumato con vino bianco, aggiunto poco sale grosso, incoperchiato e fatto cuocere diciamo una mezz’oretta.
Il vino era abbondante e non è stato necessario aggiungere altri liquidi. La salsina era profumatissima. Le ho servite con contorno di insalata molto semplice, cappuccina/carota/pomodori (i casalino dell’orto, molto molto gustosi).
Niente foto, non c’è stato il tempo 🙂
Fiori di zucca ripieni
mercoledì, Giugno 27th, 2007
Quando l’orto inizia a produrre, la scelta del menu è condizionata ai prodotti che si raccolgono quasi ogni giorno. Non è così male: vuol dire abbuffarsi di fagiolini, per esempio, a 0€ al kg, per qualche settimana di seguito.
Con tre sole piante di zucchina, la raccolta dei fiori è troppo abbondante anche per due persone, considerato che una delle due sopporta appena i fiori e odia le zucchine. La scelta delle ricette coi fiori è limitata poi dal fatto che -sempre quella persona grrrr- odia alici e acciughe.
Allora a parte regalare i fiori, soluzione praticabile ma poco soddisfacente per l’altra persona che ama follemente fiori e zucchine, bisogna inventare ricette alternative.
Ho preso della mozzarella (fiordilatte) avanzata dal giorno precedente, già affettata. Ideale per questa preparazione: aveva perso quell’acqua che, altrimenti, avrebbe reso la frittura problematica.
Ho avvolto un tronchetto di mozzarella in mezza fetta di prosciutto cotto. Ho farcito il fiore di zucchina con questo bauletto al prosciutto e mozzarella.
Una oretta prima avevo preparato una pastella con 100g di farina di grano duro, 200g di farina 00, 1 tuorlo, 1/2 cubetto di lievito, sale e acqua q.b.
Ho avvolto i fiori nella pastella e li ho fritti fino a doratura. Li ho serviti tiepidi, con accanto fagiolini dell’orto appena scottati: è stata una cena deliziosa.
Curry giallo di pollo e peperoni
giovedì, Giugno 7th, 2007
Ho preso dei peperoni verdi di varietà corno di toro, ho tolto il picciolo, li ho tagliati a falde per il lungo, lavati per bene e tagliati a listine.
Ho rosolato per qualche minuto i peperoni in poco olio nel wok, poi li ho scolati e messi da parte.
Nell’olio rimasto ho stemperato 2 cucchiaini di yellow curry paste, ho aggiunto una lattina di latte di cocco kathay e ho fatto bollire piano.
Poi ho salato, ho aggiunto i peperoni e del pollo fatto a fettine e poi a strisce. Ho lasciato bollire il tutto, giusto per il tempo di far cuocere il pollo.
Nel frattempo ho usato la mia meravigliosa palla da the gigante per cuocere il riso basmati.
Il risultato è stato decisamente buono!
Come si usa la sfera cuoci-riso
martedì, Giugno 5th, 2007
La sfera cuoci-riso è una di quelle cose superflue da tenere in cucina, che però è così carina e allora raccogli i punti Conad e te la accatti 🙂
Poi scopri che per fare il riso è veramente comoda. Ad esempio del basmati di accompagnamento ad altri piatti.
A sinistra il riso crudo viene inserito nella sfera. A destra, dopo la cottura.
La pentola è molto alta. La sfera viene inserita legando la cordicella attorno a un mestolo messo di traverso: in questo modo è sospesa nell’acqua che bolle. Per controllare la cottura si solleva il tutto, si aspetta che esca l’acqua, si poggia in un piatto e si apre. Se per caso il riso non è cotto, molto semplicemente si richiude il tutto e si immerge di nuovo nell’acqua che bolle. Comodo, no?