Archive for the ‘Ricette’ Category

Pasta e fagioli

domenica, Settembre 28th, 2008

Pasta e fagioli
La novità degli ultimi mesi è che la dotazione di pentole e accessori si è arricchita di una bellissima pentola a pressione, dono di mio fratello per Natale. Appena ricevuta ho letto tuto il manuale, poi l’ho messa via e dimenticata per circa 2 mesi 🙂
Uno dei primi utilizzi di questa meraviglia è stato appunto con i legumi. La cottura diventa effettivamente più veloce.

Ammollare per circa 12 ore i fagioli assieme a un pezzetto di alga kombu. Trascorso questo tempo scolarli e cuocerli in nuova acqua, con qualche foglia di alloro, per 20-25 minuti con la pentola a pressione. Scolare i fagioli e conservare l’acqua di cottura.
Tritare carota e sedano e rosolarli con uno spicchio d’aglio pestato. Unire i fagioli con l’acqua di cottura e lasciar insaporire ancora.
A parte cuocere dei ditali rigati in acqua salata, scolarli e unirli alla zuppa negli ultimi 5 minuti di cottura.
Servire con un giro di olio evo a crudo, spolverata di pepe e poco pecorino grattugiato. Volendo si può aggiungere del pane tostato.

Torta di patate e formaggio

sabato, Settembre 13th, 2008

Torta di patate e formaggio
Ci voleva una tale delizia per farmi tornare a scrivere!
C’è da dire che non è stata affatto una bella estate. Niente di cui lamentarsi eccessivamente, ma diciamo che poteva essere più soddisfacente: più lago, più sole, più riposo, più svago, più libri. Tutto ridotto ai minimi termini da Sua Maestà il Lavoro. E adesso che il peggio può dirsi tutto sommato passato, mi domando: quando riuscirò a recuperare un po’ di riposo? Non lo so! Per ora mi accontento di non aver perso la favella, anche se ci sono andata piuttosto vicino. Cosa possono fare lo stress e la mancanza di adeguato riposo!

Questa torta di patate l’ho mangiata diverse volte a casa di amici molto cari. È ottima tiepida, ma anche fredda fa la sua porca figura.

Occorrono:
– 1 rotolo di pasta sfoglia (anche con la brisee, mi dicono, viene buona)
– 1,2kg di patate
– 1 cipolla
– 1 fetta di pancetta affumicata alta circa 1cm
– provola affumicata: 100g circa
– caciotta (o pecorino pochissimo stagionato): 100g circa
– 1 uovo
– qualche cucchiaio di panna
– olio evo
– sale, pepe q.b.

Lessare le patate in acqua bollente salata, sbucciarle e tagliarle a tocchi.
In un largo tegame soffriggere la cipolla in poche cucchiaiate d’olio; quando è bella tenera -e dolce- aggiungere la pancetta, precedentemente tagliata a listarelle, e lasciar rosolare per bene.
Nel mentre tagliare provola e caciotta a dadi non troppo piccoli.
Quando la pancetta è rosolata, aggiungere le patate e saltare il tutto per qualche minuto a fuoco forte.
In una ciotola, sbattere l’uovo con sale, pepe e panna.
Unire patate e formaggi in una capiente terrina, mescolando bene e regolando di sale.
Stendere la pasta sfoglia in una teglia ricoperta di carta forno, disporre il composto di patate livellandolo con una forchetta. Cospargere con l’intingolo di latte e panna e infornare a 170 gradi (elettrico, ventilato) per una mezz’ora circa.

Pane frattau

domenica, Giugno 29th, 2008

Pane frattau
Non si finisce mai di imparare ricette, usanze, ingredienti! Da qualche mese conosco P., che è sarda e vive come me ad Anguillara. Ci siamo incontrate per l’hobby della maglia, ma inevitabilmente una parte dei nostri discorsi finisce verso il cibo. Ed ecco lo scambio di ricette, di ingredienti, di prodotti dell’orto. Quanto mi piace questa cosa!!!
Ho regalato a P. alcuni fagiolini e patate dell’orto, lei ha ricambiato con il pane carasau e la salsiccia secca. La salsiccia è ormai uno struggente ricordo (yuhmmm!), il pane carasau è stato giustiziato in questo modo delizioso.

Occorreranno:
pecorino sardo di media stagionatura, grattugiato;
brodo (ci vorrebbe quello di pecora, ma va bene anche di pollo o vegetale);
sugo di pomodoro (semplice, con cipolla, è uguale; io l’ho profumato con abbondante basilico);
uova fresche: uno per commensale;
– naturalmente il pane carasau 🙂

Mettere il brodo a scaldare in un largo tegame. Quando bolle, immergervi le sfoglie di pane carasau e immediatamente scolarle e deporle nei piatti, alternandole con sugo di pomodoro e abbondante pecorino grattugiato. Fare non più di 3-4 strati, terminando con sugo+pecorino. Immediatamente cuocere nello stesso brodo le uova in camicia e sistemarle al centro di ogni piatto.
Il pane frattau si mangia come fosse una lasagna. L’uovo in camicia si rompe con la forchetta e insaporisce così la preparazione.

Un piatto veloce, equilibrato, gustoso. Credo proprio che diventerà il tormentone di questa estate 2008 🙂

Il ciambellone di zia Ersilia

domenica, Maggio 11th, 2008

Ciambellone di zia Ersilia
Questo ciambellone sta rimpiazzando pian piano lo storico ciambellone all’acqua di famiglia. Ricetta semplice, di sicura riuscita. La zia Ersilia è una cuoca dalla lunga esperienza, ha lavorato nella trattoria della mia bisnonna per tanti anni. Il suo ciambellone l’ho scoperto soltanto pochi mesi fa e le ho subito chiesto la ricetta. Il mio interesse l’ha resa molto felice. Chissà come reagirà quando le dirò che la sua ricetta è finita in internet!!!

Gli ingredienti sono:
* 5 uova
* 2 bicchieri scarsi di zucchero
* 1/2 bicchiere di olio di semi
* 1,5 bicchieri di latte
* 1 limone grattugiato
* 1 bustina di vanillina
* 1,5 bustine di lievito
* 500g di farina

Sbattere bene le uova con lo zucchero, a lungo, come a fare un pan di spagna. Aggiungere l’olio, il latte, la buccia di limone grattugiata, la vanillina, infine incorporare la farina setacciata con il lievito.

Nella versione bicolore, mia personale variante, verso 2/3 dell’impasto nello stampo unto e cosparso di pangrattato. Al restante impasto incorporo 2 cucchiai di cacao amaro. Diluisco con qualche cucchiaiata di latte per riportare alla giusta consistenza e verso sull’impasto chiaro.

Cuoce in forno a 175 gradi per circa 40-45 minuti (verificare sempre con uno stuzzicadenti: deve essere asciutto). Ideale per la prima colazione. Domani ne porto una parte in ufficio 🙂

La Farinata

giovedì, Maggio 1st, 2008

Farinata / 1
Con farinata, cecina, panissa, panelle si intendono preparazioni a base di farina di ceci.
Come spesso accade, la semplicità di certi piatti è direttamente proporzionale alla loro bontà.
Di ricette in rete se ne trovano a carrettate, tutte in linea di massima valide.
I due capisaldi della ricetta della farinata secondo me sono:
il riposo della pastella per diverse ore: questo probabilmente innesca un meccanismo di fermentazione che aiuta a rendere l’interno soffice al punto giusto;
la cottura: riprodurre nei forni di casa la cottura che avviene in pochi minuti sui testi di rame nei forni a legna è impresa difficile, ma non impossibile.
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Linzertorte

lunedì, Aprile 21st, 2008

È dalla vacanza a Solda dell’estate scorsa che sogno di provare a fare la linzertorte. Dopo la settimana bianca di un mese fa, nello stesso posto, avendo portato con me kg di farina, barattoli di marmellata, vasetti di cren alla panna (la mia attuale droga), non vedevo l’ora di cimentarmi nella ricetta.
Linzertorte / 1
La ricetta mi è stata data da una amica residente a Vienna. Gli ingredienti sono:
– 100g farina (credo di averne usata un 50% in più)
– 100g zucchero al velo
– 210g burro
– 210g mandorle tritate con la buccia
– 2 tuorli (tenere da parte gli albumi)
– buccia di limone (basta mezzo, se si usa una microplane)
– abbondante cannella
– chiodo di garofano
– pizzico di sale
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Baccalà alla biscaina

sabato, Aprile 5th, 2008

Non mi ricordo se ho mai postato questa ricetta. È nel mio archivio da anni e la faccio spesso. La fonte è rintracciabile su Google Gruppi, l’autore è Pietro Stramba-Badiale, uno dei top poster ai tempi d’oro del Newsgroup it.hobby.cucina.
Mi piace rispolverare queste ricette, mi fa pensare a bei momenti quando scrivevo furiosamente sul NG e sghignazzavo molto spesso davanti al monitor, causando sconcerto tra i colleghi d’ufficio o a casa. Bei tempi!

Quando vedo del buon baccalà io reagisco come i tori davanti a un drappo rosso. Non posso fare a meno di comprarlo! E così anche quella sera è andata in questo modo, cercavo idee per cucinare qualcosa di caldo, coccoloso, brodosetto in cui pucciare il pane.

Baccalà alla biscaina / 1
Per 2 persone affamatissime (o 4 che mangeranno anche dell’altro):
– 2 tranci di baccalà non troppo spessi
– 1 cipolla
– 2 patate
– 3 pomodori medi
– 1 peperone verde
– olio evo
– sale e pepe

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Il tacchino ripieno

mercoledì, Gennaio 16th, 2008

Tacchino ripieno / 8
Non pensavo che avrei mai avuto il coraggio di cucinare una cosa così. Voglio dire, l’idea che per qualche sbaglio andasse perduto tutto quel cibo mi spaventava parecchio. Ma anche stavolta la colpa è di Sky e di Jamie Oliver. Qualche settimana fa Jamie illlustrava una ricetta di tacchino ripieno. Io in realtà stavo lavorando ma visto che era sabato non volevo che la cosa fosse una punizione totale, così avevo la televisione accesa. La mia amica Lu, da casa sua, stava vedendo lo stesso canale.
Mi chiama:
Lu: lo stai vedendo, vero?
Consy: ovviamente (ghigno)
Lu: ok allora dopo ne parliamo!

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I biscotti goduriosi della Ravaioli

martedì, Dicembre 4th, 2007

Lo ammetto, ho appoggiato la decisione di mettere Sky perché non vedevo l’ora di fare zapping tra i vari canali di cucina 🙂
Ovviamente sono rimasta folgorata dalle rubriche della Ravaioli e di Jamie Oliver. Sono ancora nella fase in cui guardo eseguire la ricetta e mi dimentico di prendere appunti, salvo poi scrivere furiosamente all’ultimo minuto gli ingredienti su un fogliaccio di carta.
I biscotti della Ravaioli / 3
Quando ho visto cucinare questi biscotti, quindi, ho segnato le dosi ma poi mi sono dimenticata il procedimento. Non credo sia difficile rintracciare la ricetta originale, forse sul sito della Ravaioli o su quello di Sky; qui metto il mio procedimento, che tutto sommato ha prodotto dei biscotti non solo belli a vedersi, ma anche piuttosto buoni!
Per una vagonata di biscotti, occorrono:
– 450 di farina
– 50g di fecola
– 200g di burro
– 150g di zucchero
– 1 uovo
– 5 cucchiai di panna
– 1 bustina di vanillina
– 1 bustina di lievito
– 1 pizzico di sale
Ho messo farina, fecola, burro, vanillina, lievito e sale nel robot da cucina e ho avviato alla massima velocità, per ottenere uno sfarinato “burroso”.
A parte ho sbattuto l’uovo con lo zucchero e la panna, poi ho versato il composto sullo sfarinato e, sempre alla massima velocità, ho atteso che il tutto formasse la classica palla.
Ho fatto riposare l’impasto in frigo per una oretta abbondante, poi ho acceso il forno a 175 gradi (elettrico non ventilato) e ho iniziato a stendere un quarto del composto, formando fiorellini, stelline, ciambelle etc. Ho disposto i biscotti su una teglia rivestita di carta forno, un poco distanziati, e ho infornato per 10-12 minuti. I biscotti non devono prendere troppo colore, basta una leggera doratura per renderli friabili ma non duri. Nel mentre che la prima teglia cuoceva, ho preparato una seconda e così via, poi ho reimpastato i ritagli e continuato a formare biscotti fino a esaurimento dell’impasto.
Non li ho contati, ma ne sono venuti davvero tanti! Si conservano molti giorni se tenuti chiusi, per esempio in una scatola di latta.
I biscotti della Ravaioli / 2
Ho fatto questi biscotti anche per provare nuove cose da regalare a Natale. Come potete osservare a destra, cercherò di partecipare all’iniziativa di Francescav Aspettando Natale. Non ho ancora idea di come arriverò al 21 dicembre, guardo l’agenda zeppa di impegni e mi viene un po’ di angoscia, ma con mezzo neurone ho iniziato a pensare ai regalini per famigliari, amici e colleghi.
Una delle idee-regalo che ho sperimentato con successo anche negli anni scorsi, è quella di preparare piccoli sacchetti di biscotti, magari decorati con glassa o cioccolato. Negli anni passati è stata la volta dei lebkuchen austriaci, dei cantucci toscani, della rich fruit cake inglese. Quest’anno potrei buttarmi sui biscotti della Ravaioli, sono facili e veloci da fare, anche con un discreto anticipo vista la facilità di conservazione.
Nei prossimi giorni posterò altre ricette per idee-regalo, per il menu di Natale invece sono piuttosto dubbiosa di riuscire a provare qualcosa di diverso dal solito, quindi magari posterò un elenco di link a vecchi post, un riepilogo, giusto per fare i compitini al limite dell’impegno (come d’altronde facevo già a scuola :)). Quest’anno è andata così, ho potuto dedicarmi poco al blog e alla cucina, ma sono contenta ugualmente perché le mie energie, anche se risucchiate interamente dal lavoro, hanno portato buoni frutti e qualche soddisfazione: di questi tempi riuscire a fare il lavoro che si è sempre sognato, quello per cui si è studiato, è un lusso che non tutti possono permettersi 🙂

Gratin di finocchi

giovedì, Novembre 29th, 2007

I finocchi sono una delle verdure invernali preferite. Sono graditi anche al consorte, sia crudi che cotti. In particolare li faccio spesso in gratin, diventano un piatto unico completo e appetitoso.
Finocchi al gratin con prosciutto
Ero alla ricerca del gratin perfetto. Mi piaceva l’idea di un salume anche perché credo di aver letto una ricetta simile, su qualche rivista, secoli fa. Abbiamo provato con il prosciutto cotto, ma il risultato era troppo delicato. Con lo speck, che pure piace molto, non mi è sembrato molto legato. Infine è stata la volta del prosciutto crudo, che si è rivelata vincente.

Ho tenuto la besciamella un po’ più morbida (30g farina, 30g burro e 400ml latte) e l’ho mescolata in parte ai finocchi lessati (ma al dente). Poi ho disposto i finocchi nella pirofila, ho cosparso la superficie di prosciutto crudo spezzettato, ho coperto con cucchiaiate di besciamella, e in superficie ho spolverizzato con parmiggiano grattugiato.
Il tutto ha cotto in forno per 20 minuti a 180 gradi, poi ho completato al grill per 5 minuti.

Sto invecchiando. Se un tempo mi piaceva sperimentare sempre nuove ricette, ripetendole rarissimamente, adesso mi piace perfezionare, ripetere le ricette ritenute coccolose, fino a trovare un ottimo che mi fa pensare che la ricetta non sarà più migliorabile. Il gratin di finocchi ha raggiunto questo status di ricetta non più migliorabile e con indice di ripetibilità molto elevato, anche una volta a settimana 🙂
Tra poco sarà possibile raccogliere i finocchi dell’orto, prevedo altri gratin perfetti all’orizzonte!